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Bruno Cassinari. La memoria del mare 

I colori del mare li scopre chi viene da lontano, chi ha radici nella pianura o nelle colline. Soltanto chi viene da lontano porta con sé, del mare, i toni più segreti, quando torna alla sua terra. E quei segreti restano impressi da un sigillo di cui non ci si può disfare e saranno parte della vita e dei sogni.. Bisogna sognare il mare prima di vederlo e bisogna che il mare gli venga incontro all’improvviso, dal fondo di una curva o dalla sommità di una collina perché lo stupore sia totale e rimanga indelebile.Nel suo diario si legge: "Verso la fine di marzo del 1949 capitai per caso ad Antibes, un mare veramente azzurro, un paese autentico, un porto bellissimo. Alla sera vidi, con la lampara, la pesca dei gianchetti. Rimasi travolto da tanto spettacolo e decisi di rimanere lì, per alcuni anni a lavorare. Così iniziò la mia avventura sulla Costa Azzurra, conobbi tanti personaggi e li frequentai: Gide, Eluard, Cocteau, Chagall, Matisse, Braque, Prévert. Ma naturalmente l’uomo che mi travolse con la sua semplicità fu Picasso".

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