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Ottone Rosai 

Per valutare incontri e scontri di Rosai e la vivacità del suo commercio umano oltre che dei suoi approwigionamenti artistici e culturali, strumento fondamentale è il volume curato da Vittoria Corti con la corrispondenza del pittore (Ottone Rosai, “Nient'altro che un artista. Lettere e scritti inediti”, TraccEdizioni, Piombino, 1987); importanti testimonianze documentali frutto di annose ricerche sono pure in altri libri della studiosa, pubblicati dal 1994 al 1998. Fra le carte inedite di Rosai, alle quali Vittoria Corti (Castiglion dei Pepoli, Bologna 1921 - Firenze 2000) stava lavorando fino a poco prima della scomparsa, un mannello di lettere indirizzate a Rosai da Luigi Carluccio (Calimera, Lecce 1911 - San Paolo del Brasile 1981), che ebbe parte di prima grandezza nella critica d'arte italiana, la cui attività professionale si svolse a Torino, con aperture internazionali. Per questa mostra monografica torinese che riassume per sommi capi il lavoro del pittore dagli anni Venti agli anni Cinquanta, possiamo osservare i rapporti che Rosai ebbe con l’area culturale piemontese proprio attraverso la corrispondenza di Luigi Carluccio, a senso unico poiché non conosciamo le lettere a lui di Rosai. Del resto lo stesso Carluccio, quando ricostruì il periodo iniziale dei suoi interessi per il pittore fiorentino, dette quelle lettere per smarrite.

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